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AGRITURISMO FRATELLI MUZZU - Padru (SS) PDF Stampa E-mail
Sardegna
Scritto da Marco   
Domenica 22 Novembre 2009 15:03

AGRITURISMO FRATELLI MUZZU
Loc. Sa Serra
Padru (SS)
Tel. agriturismo 0789/49.90.06 - abitazione 0789/49.166
La cucina è aperta solo su prenotazione.
Parcheggio nel parco interno alla tenuta.
No carte di credito.

Approfittando di una giornata dal tempo incerto, decidiamo di inoltrarci nell'entroterra sardo per una "scampagnata" il cui obbiettivo principale è ovviamente il pranzo.
Il sito in questione è citato nel libro "Osterie d'Italia" e si trova ad una trentina di chilometri dalla costa in una bella zona collinosa e brulla. Occorre imboccare la strada per Padru e, una volta giunti qui, seguire le indicazioni per Buddusò. Dopo circa otto chilometri si giunge al posto.
Attraverso un cancello si entra nella tenuta e si parcheggia in una zona coltivata ad olivi.
Il locale dove si mangia è costituito da una specie di casolare di nuova costruzione, ad un unico piano, diviso grossolanamente in due grandi sale, una delle quali con un enorme caminetto. Lo spazio non manca davvero: cento persone possono comodamente trovare posto. La terrazza all'aperto non era operativa credo per via delle condizioni metereologiche avverse (durante il pranzo arriva anche un acquazzone).
Prendiamo dunque posto all'interno, nella sala senza camino dalla vaga forma semicircolare e con un tetto spiovente a travi in legno. L'ambiente è nel complesso piuttosto asettico, non particolarmente accogliente, forse per via dell'ampiezza dei locali. Il nostro tavolo è apparecchiato con una vistosa tovaglia scura a fiorelloni, con posateria e bicchieri normali.
Uno dei nostri figli ci chiede cosa stiano trasmettendo con tanta insistenza in TV, scambiando una piccola bacheca frigorifera con portellino in vetro per l'alloggiamento del tubo catodico (il programma che stanno trasmettendo è comunque una solitaria bottiglia di limoncello). Il proprietario dal canto suo (uno dei fratelli Muzzu), ci chiede solo alcune informazioni sul bere, cosa che ci aspettavamo, dato che il posto prevede un menu fisso senza ordinazioni.
Nel giro di qualche minuto arriva un tripudio di antipasti:
una tavola in sughero lunga e stretta, adattata a vassoio, con sopra affettati vari (prosciutto, lonza, salame) e scaglie di pecorino (sardo ovviamente); un piattino con olive, uno con pomodorini al gratin, uno con verdure miste grigliate, uno con funghi champignon, uno con fave a pomodoro, uno con bruschette sempre al pomodoro ed infine uno con piccole panatine ripiene di carne (nella fattispecie manzo e pecora).
Al tripudio visivo posso assicurare che corrisponde quello gustoso. Nulla è meno che ottimo, con le preferenze dovute soltanto al gusto personale.
Il pane per accompagnare quanto sopra è una specie di casereccio (onesto), accanto alla classica "carta musica".
Esaurito l'antipasto, che avrebbe potuto tranquillamente costituire l'intero pranzo, passiamo ai primi e precisamente:
- gnocchetti sardi al pomodoro: buoni senza particolari sussulti;
- ravioli ripieni di ricotta e spinaci: ottimi;
- zuppa gallurese, ovvero una sorta di lasagna in bianco con pane, formaggio di mucca, brodo di carne di pecora, mentuccia e prezzemolo: un piatto davvero molto particolare e dal sapore "forte" che, personalmente, non mi ha fatto impazzire. Pur essendo la prima volta che l'assaggiavo, penso che l'esecuzione sia da manuale.
Con gli occhi ormai quasi fuori dalle orbite, vediamo arrivare anche i secondi, ovvero:
- porceddu sardo, tagliato in pezzetti e adagiato su un letto di foglie di mirto: una prelibatezza che, se confrontata con la zuppa gallurese, sembra dal sapore delicato;
- cinghiale in umido: squisito;
- patate al forno: niente di speciale.
Arriva anche un'insalatina mista per chi volesse sciacquarsi la bocca.
Il tutto viene innaffiato da un vinello rosso della casa servito in brocca a temperatura bassa e dal vago gusto acidulo che potrebbe ricordare il lambrusco: buono, anche se avrei preferito un Chianti a temperatura ambiente.
L'acqua è quella delle vicine fonti montane.
Ormai provati ma decisi a non arrenderci ci prendiamo anche una seada squisita (che, al contrario di tutto il resto, va ordinata) e dei dolcetti sardi gentilmente offerti dalla ditta.
Non ci facciamo mancare neanche il caffè ed il mirto rosso.
Siamo quattro adulti e tre bambini e spendiamo 120 Euro in tutto.

Ai voti:
AMBIENTE: 6 e mezzo
SERVIZIO: 7
CANTINA: n.c.
CUCINA: 8 e mezzo
RAPPORTO Q/P: 9

GIUDIZIO FINALE: Strepitoso agriturismo sardo dall'ottimo rapporto qualità/prezzo. Bel tempo o pioggia, la visita è caldamente consigliata.

Aldo, ajoooo....

Marco

Data della visita: settembre 2003

Ultimo aggiornamento Lunedì 21 Dicembre 2009 11:34